“No planning, please” è nato così

Per molti oggi è San Valentino. Per me si tratta del primo anniversario: un anno fa ero sul volo Madrid-Cagliari, tornavo in Sardegna dopo la mia seconda avventura spagnola. Iniziata prima di quanto avessi previsto, i piani originali dopo la laurea a luglio erano infatti il cammino di Santiago ad agosto, con partenza il 1 del mese e rientro i primi di settembre e poi l’esame di stato tra ottobre e gennaio con successivo trasferimento in Spagna a febbraio.

Da quel momento nella mia vita i piani son saltati, uno dopo l’altro, senza eccezione.

La prima a saltare fu la data di partenza per il cammino, che per una serie di motivi dovetti rimandare dal primo al 17 agosto, buttando al cestino il mio primo biglietto Ryanair.

Piano A → Piano B.

Cammino del Nord

Cammino del Nord

Questo spostò il mio viaggio di due settimane in avanti, facendomi arrivare a Santiago de Compostela a fine settembre: ricordo come fosse ieri, entro in un internet point e do una rapida occhiata al sito dell’università cercando la data di scadenza per la presentazione della domanda per l’esame di stato.

Non mi resi conto che di date ce n’erano due e riferite a due termini diversi, il risultato fu che mi resi conto dell’errore quando era ormai troppo tardi e il termine per la domanda di presentazione all’esame di stato era già passato (probabilmente, se fossi partita per il Cammino i primi di agosto a metà Settembre sarei già stata in Sardegna e non ci sarebbe stata nessuna svista).

Preso atto del fatto che non potevo sostenere l’esame di stato e dato che la mia idea era comunque quella di specializzarmi in Spagna, cercai informazioni e mi assicurai che per poter partecipare al concorso per la scuola di specializzazione spagnola (il famoso concorso MIR) non servisse aver sostenuto l’esame di stato italiano. Una volta certa di questo fatto avviai le pratiche di omologazione del titolo e a ottobre mi trasferii a Madrid.

Piano B → Piano C

Mesi fantastici.

Calle de Sangenjo 23, Madrid

Calle de Sangenjo 23, Madrid

Iniziai a frequentare anche l’accademia per la preparazione al concorso. Ma ecco che a metà gennaio arriva la notizia: il ministero dell’educazione spagnolo (che sta esaminando la mia domanda di omologazione da ottobre) mi informa che non può omologare il mio titolo, per farlo bisogna che io consegua l’abilitazione, ossia sostenga l’esame di stato italiano.

Salta tutto.

Salta il mio piano di fare il concorso, non mi resta altra scelta che tornare in Italia e fare questo maledetto esame.

Piano C → Piano D

E così il 14 febbraio sono sul volo Madrid-Cagliari. Volo che mi avrebbe riportato in Sardegna e fatto esplodere il mio bisogno di mettere da parte la medicina dopo tre mesi passati a frequentare reparti e studi medici dove entravo con la sensazione di voler scappare, dove a pensare che quella sarebbe stata la mia vita per tutti i giorni a venire sentivo montare la nausea.

Dove mi rendevo conto ogni giorno di più che la vita era fatta di scelte e che solo io avevo il potere di guidarla dove volevo. Scegliere di continuare su quella strada significava rinunciare al mio sogno, un lungo, lunghissimo viaggio.

Due strade: quella della carriera-del medico-della specializzazione, il mondo conosciuto, la strada segnata, definita, certa. Tutti mi inquadravano in quel percorso.

L’altra, quella che vedevo solo io, quella del viaggio e della scoperta del percorso giorno per giorno, da sola, sfidando la vita alla ricerca di una seconda possibilità e di un presente pieno, vivo, dove non avvertire quell’orrenda sensazione di stare buttando il tempo al cestino, di stare vivendo una vita non mia, dove non mi riconoscevo.

Così, a luglio metto in tasca l’esame di stato con la consapevolezza che non mi sarebbe servito granché nei mesi o anni a venire. Avevo deciso di cambiare rotta. Scelgo e rinuncio alla comfort zone, alle certezze, e lo faccio con piacere, la mia coscienza ringrazia.

Piano D → Piano ?

No planning, please. Parto, il resto si vedrà col tempo.

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“Il grande dono che c’ è stato dato è il libero arbitrio, cioè il poter scegliere. Scegliere vuol dire semplicemente avere due strade davanti e decidere di imboccarne una anziché l’altra. Vuol dire anche saper rinunciare: non so cosa c’era nell’altra strada, né mai lo saprò perché l’ho lasciata alle spalle e non posso più tornare indietro.” Più fuoco più vento – Susanna Tamaro

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