In kayak sul fiume Yarra

È stato un natale australiano caldo primaverile con occasionali punte d’estate torrida.

Ho passato un’intera settimana di libertà visto che la famiglia si è trasferita in un cottage in campagna nei pressi delle Alpi Australiane, a Bright. Godermi il silenzio, la pace di un luogo tutto mio e soprattutto aver avuto a disposizione il tempo per gestirlo come meglio credevo mi ha fatto letteralmente rinascere. Sono letteralmente rifiorita, di forza, di sogni e progetti, di entusiasmo.

Il periodo prima di Natale era stato particolarmente stressante e si era sommato alla stanchezza accumulata nei mesi precedenti nei quali non avevo mai avuto la possibilità di staccare completamente la spina e allontanarmi dalla famiglia.

 

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E così ho realizzato uno dei propositi che mi ero data appena arrivata qui e di cui avevo parlato in quest’articolo: pagaiare sul fiume Yarra è stata una bellissima esperienza, uno di quei pomeriggi da incorniciare. Uno di quelli che se fosse una foto mi piacerebbe stamparla per metterla in bella mostra nell’album della vita. Bello soprattutto perché il kayak era un’esperienza completamente nuova per me, e riuscire a muovermi su quelle acque con la sola forza delle braccia mi ha fatto sentire viva. È stato emozionante vedere il mondo da un’altra prospettiva, dall’interno di un fiume, immersa nell’acqua, circondata dal verde delle rive popolate da una natura che più ti allontani più si fa selvaggia e incontaminata.

 

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L’acqua, ha un potere enorme su me, mi riequilibra. I corsi d’acqua mi stregano sempre, se ho davanti un mare, un lago o un fiume riesco a svuotarci dentro la negatività e ricaricarmi di energia positiva. Come nel fiume Piedra, lancio e vedo affondare le mie tristezze che si trasformano nelle pietre del fiume.

Potrei stare seduta assorta in meditazione per ore davanti a questi luoghi, per questo spesso cammino verso Fairfield Park, dove ho trovato diversi angoli di pace sulle rive del fiume, e più raramente verso il mare, da St Kilda a Brighton, anche se devo ammettere che il mare di Melbourne è un mare chiuso e non è tra i miei preferiti.

 

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E dire che vengo da un paesino dove l’unico corso d’acqua è un torrente che prende vita per pochi mesi all’anno e dove l’unico specchio d’acqua è rappresentato da delle paludi anch’esse a carattere stagionale. Non so quand’è nato questo mio bisogno, forse a Cagliari, città di mare, forse prima, nelle lunghe estati fatte di spiagge isolane. Fatto sta che spesso sento il bisogno di ricaricare le pile tuffando il mio sguardo nell’acqua.

 

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Mentre sto a guardare il fiume mi perdo a pensare, a progettare, a interrogarmi e sognare. I pensieri vanno lontano, tornano molto indietro tra i fatti del passato e poi come un boomerang volano distanti, avanti, nel futuro; come in una palla di vetro dove tutto appare finalmente chiaro vedo da dove vengo e dove vorrei andare, e solo nell’acqua trovo il pettine che scioglie i nodi di un pensare disordinato e distruttivo accumulato in giorni di corsa, chiusa nella scatola della domesticità.

Tutto ritorna ad essere chiaro, inizio a sentire i rumori che mi circondano ed esco dalla mia dimensione interiore per aprirmi al mondo esterno, dove ritorno con un sorriso riconoscente, rinnovata nella forza e nella consapevolezza di quanto sia fortunata a potermi concedere e vivere questi attimi di pace in questo mondo così tormentato.

 

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2 risposte a “In kayak sul fiume Yarra

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