Perchè l’Australia?

Il viaggio

L’Australia: perché? A parte l’emozione che mi trasmette immaginarmi viaggiatrice in quella parte di pianeta per la sua diversità, i suoi paesaggi, i suoi cieli (e con tra l’altro il Sud Est Asiatico, l’Indonesia e la Nuova Zelanda “a due passi”) cerco d’essere razionale e capire quali sono i concreti vantaggi che offre questa meta.

L’inglese innanzittutto. È fondamentale ormai non solo professionalmente ma anche umanamente. Mi rendo sempre più conto che quando si viaggia il non riuscire a comunicare in questa lingua fa perdere tantissime possibilità di dialogo-confronto-arricchimento. E poi ovviamente, saper masticare bene l’inglese significa poter accedere a una miriade di lavori e paesi, a un informazione su vasta scala e in pratica si traduce -per esempio- nella possibilità di diventare insegnante d’inglese (incredibile quanti insegnanti d’inglese non madrelingua abbia incontrato in Spagna, era in pratica l’unico lavoro disponibile).

E qui mi si chiede: «Si, ok, ma che bisogno c’è di andartene fino in Australia se l’inglese lo puoi imparare in UK?».

La mia risposta è semplice: il mio obiettivo primario non è imparare l’inglese ma viaggiare e scoprire nuove realtà.

L’Australia è un intero continente, sta a 20000 km di distanza. Trovo che sia un ottimo modo per svegliarmi, darmi una scossa, mettermi alla prova. Imparare a tirare la cinghia e smettere di fare la bambina viziata e la nomade sognatrice. L’Australia significa alzare il culo da questa sedia e spaccarsi la schiena se si vuole risparmiare per viaggiare e vederla. Potrebbe essere una palestra per due fattori di cui il mio carattere è ancora carente: determinazione e autostima. Voglio vivere sulla pelle la sensazione di giorni no nei quali si va comunque a lavoro anche se non se ne ha voglia, e poi capita qualcosa di buono dentro o fuori di noi, che ci rivela come il non tirarsi indietro sia fondamentale per vivere appieno la vita. Non si può restare a letto a dormire la mattina quando la sveglia suona perché si ha paura di cosa c’è oltre la porta di casa: bisogna lasciarsi la paura dietro e varcare la soglia. Farlo con autocontrollo, con calma e con positività.

Troppo spesso mi son tirata indietro questi anni per paura, mi son lasciata sopraffare dalla mia sensazione d’inferiorità, dalla negatività. Non ho avuto la capacità di dire “mi metto in gioco davvero, sbaglio ma imparerò”. Mi son nascosta dietro scuse e pigrizia e così ho perso innumerevoli possibilità di crescita. Ho fatto la bambina viziata perché è questo che sono: viziata e pigra. Ed è ora che inizi a crescere e a svegliarmi. Lo dico con assoluta certezza che la via che mi sto decidendo a prendere non sarà per nulla semplice e che più volte mi salteranno i nervi e l’umore ma sono anche consapevole che laggiù non potrò fermarmi a piangermi addosso: dovrò smettere di frignare e andare avanti e questo succederà quando non troverò un lavoro e non saprò come fare e mi dovrò ingegnare per sopravvivere, succederà quando mi licenzieranno, quando mi sfrutteranno. In tutte queste occasioni imparerò che io sono una persona, che posso e so reagire, che le critiche non mi feriscono se non mi lascio ferire, che le cadute non fanno male se decido di rialzarmi, che decidere se sentirmi o meno un’idiota-un’inutile-un’incapace dipende solo da me. Sta a me vedere il bicchiere mezzo pieno.

La sfida a me stessa: è questa l’Australia per me. Imparare a lottare, la possibilità di farmi le ossa. È la sfida a me stessa nel saper dare il meglio di me anche nelle situazioni peggiori, nel saper regalare un sorriso a chi mi circonda anche quando tutto sembra andare storto, a esser brava nello spezzare la cappa di preoccupazioni e negatività con un bella risata, regalando fiducia nel domani.

Ma non solo. L’Australia è anche il continente dove le stelle son più vicine alla terra, dove il sole brucia di più, dove gli aborigeni si mischiano a un incredibile mix di popoli ed è moltissime altre cose che scoprirò solo vivendo.

Ora manca solo organizzare questa grande sfida.

Sapere e capire come posso muovermi per arrivarci, soprattutto cosa fare il primo periodo.

Il mio budget è ridottissimo, diciamo pure nullo. È vero che ho un conto con circa 4000 euro ma sono soldi dei miei, non mi sento di usarli. Vi attingerò solo per chiedere il visto e comprarmi il biglietto.

 

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